giovedì 31 marzo 2011

Una brutta avventura

Martina viveva nel suo tranquillissimo appartamento a Livorno,con sua madre e suo padre.


La ragazza frequentava un istituto scolastico delle medie(3d) della città,aveva molte amiche e aveva un’ intensa vita sociale. Martina aveva anche Facebook,dove chattava con i suoi compagni.



Un giorno uno sconosciuto le chiese l’amicizia. La ragazza ci pensò un attimo:i suoi genitori non le avevano sempre detto di non fidarsi degli sconosciuti?Ma lei voleva soltanto sapere, dopotutto, se questo ragazzo le avrebbe fatto richieste strane. Se fosse stato così avrebbe potuto chiudere tranquillamente la conversazione. Accettò.

Seppe soltanto dopo che in quell’attimo commise il più grosso errore della sua vita.



L’uomo si presentò come un ragazzo di quindici anni, desideroso di conoscerla. Disse che si chiamava Adriano Perici e viveva nella sua stessa città, nella periferia, in campagna. Il ragazzo utilizzava un linguaggio adolescenziale, accattivante e nell’arco di cinque mesi divennero ottimi amici. La ragazza si fidava di lui. Soltanto le sue amiche seppero del rapporto che c’era fra di loro.

Al quinto mese di conoscenza Adriano chiese a Martina di raggiungerlo in campagna, e le disse:”Perché non porti qualcuno con te?Potremmo parlare tutti insieme,ok?”. Martina accettò dopo un momento di esitazione.

Decise che avrebbe condotto con sé Melissa,la sua intima amica. Il ragazzo diede loro il suo indirizzo.



Le ragazze dopo aver inventato una banale scusa ai loro genitori,presero un autobus e raggiunsero la fermata davanti alla casa di Adriano. Era piuttosto squallida e sporca, a giudicare dai muri coperti di sudiciume. Dalla casa uscì un uomo sulla quarantina, alto, robusto e forte con uno sguardo gelido e freddo. Disse in tono cordiale:”Ciao,ragazze,che ne dite di entrare dentro?Sono il padre di Adriano,arriverà fra poco”.

Le ragazze entrarono e l’uomo le condusse in garage,dove mostrò loro una interessante collezione di arnesi, ma mentre loro guardavano lui prese una corda e gliela strinse addosso,immobilizzandole. Poi tappò loro la bocca e afferrò gli arnesi, minacciando di ucciderle. Lui non era Adriano,ma un pazzo! A quel punto, fortunatamente si sentirono le sirene delle auto della polizia. I poliziotti irruppero nel garage e arrestarono l’uomo. Più tardi, le forze dell’ordine svelarono alle ragazze che i loro genitori, preoccupati per la loro prolungata assenza avevano informato i poliziotti che, intercettando l’autobus e interrogando l’autista, avevano scoperto dove si trovavano le ragazze. Martina e Melissa riabbracciarono piangendo i loro genitori e giurarono di non andare mai più in cerca di guai.





Leonardo  II C

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