Ero lì, tranquillo, a messaggiare con i miei amici in rete, fuori una bella giornata.
Ad un tratto, qualcosa sul monitor lampeggiò.
Una richiesta d’amicizia, né “A” né “O”, accettai; continuando a fare ciò che stavo facendo senza dargli troppa importanza.
Poi ripensandoci, provai a scrivergli, colto dalla curiosità. Gli chiesi chi fosse, dove abitasse e cosa facesse nella vita.
Lui rispose in maniera molto educata, gentile e discreta: 20anni, di Riccione, cuoco Questo, di lui mi colpì, fidandomi senza problemi.
Dopo qualche mese decidemmo di incontrarci con la premessa di vederci insieme ad i miei amici, magari organizzando una passeggiata, ed una partita a calcio.
Lui accettò volentieri e ci raggiunse all’incontro.
Tutti noi passammo un bellissimo sabato, tra un gelato in viale ed una partita al campetto.
Lui era di qualche anno più grande di noi, aveva una bellissima 500 nuova-nuova e ci portò a fare un bel giro in Panoramica; quando poi si fece notte, ci accompagnò a casa uno ad uno, lasciando me per ultimo…
Il mese dopo facemmo la stessa cosa. Lo stesso il mese dopo ancora.
Ricordo che andammo avanti per un annetto, era praticamente uno di noi.
Il 25 di ottobre, come da manuale ci rincontrammo, questa volta, per la prima volta, fummo tutti invitati a casa sua. Una cena tra amici sembrava.
Come da persone educate andammo a lavarci le mani uno alla volta ma, cosa strana, non tornava mai nessuno dal bagno.
Prima di me andò Giorgio, e dopo di me più nessuno. Due minuti, due solamente ed un grido avvolse la casa, poco dopo un tonfo.
Penso di non essere mai stato così terrorizzato come quella volta. Correvo così veloce che mi sembrava di volare. Andai diretto al commissariato di polizia per raccontare l’accaduto ed il capo della polizia si diresse sul posto.
Il caro amico della rete ed i miei amici erano scomparsi nel nulla, come per incanto.
II C
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