giovedì 31 marzo 2011

ADDESCAMENTO IN CHAT

Quel giorno di novembre non fu mai dimenticato da Emily Bradly.


17-11-2007, questa è la data. E questi sono i fatti.

Era una fredda mattinata, ed Emily stava comodamente seduta sulla sua poltroncina in pelle di coniglio. Chattava con i suoi amici per aggiornarsi dei nuovi scoop scolastici data la sua assenza in questi giorni a causa di un malessere.

Improvvisamente il suono di una nuova notifica impaurì Emily; si affrettò ad aprire la cartella, questa volta però era una cartella speciale, privata.

Si trattava di una richiesta d’amicizia da parte di uno sconosciuto. Inconsciamente lei accettò, di certo non poteva sapere cosa le sarebbe accaduto. L’uomo volle subito avere un contatto con lei, ma malgrado la sua insistenza Emily non si fece influenzare e gli chiese come avesse avuto il suo contatto. L’adulto cercò di uscirne con ogni scusa possibile per far sì che la ragazza si convincesse della sua innocenza. Disse di averla contattata per caso avendo inserito un e-mail errata. Quando vide che Emily iniziò a fidarsi le propose un incontro amichevole...

Ma l’uomo voleva ben altro che un incontro amichevole!

Lei accettò e si salutarono.

Arrivato il fatidico giorno i due si videro in una caffetteria, non molto lontano da casa della ragazza. L’adulto non fu molto puntuale, ma si presentò ugualmente; fu molto sciolto nel conversare, mentre Emily non si sentiva a suo agio.

Il suo “nuovo amico” le propose un viaggio in moto dopodiché si sarebbero trattenuti per qualche oretta a casa sua. Lei accettò.

Si ricordò in quel momento dell’incontro che c’era stato a scuola con i poliziotti che avevano allertato i ragazzi sulla pericolosità delle amicizie nate nelle chat…

Mentre lui pagava il conto, Emily ne approfittò per andare in bagno .

Uscirono. La ragazza, preso il casco in mano, salì sulla moto dello sconosciuto e finalmente arrivarono all’appartamento.

Lui le prese la mano e l’accompagnò fino al portone tentando di darle un bacio, lei si tirò indietro ma lui insisteva strattonandola verso casa.

Nello stesso istante in cui la ragazza riusciva a liberarsi arrivò la polizia e arrestò il pedofilo oramai sgamato.

Emily aveva avuto la prontezza di telefonare alle forze dell’ordine nel bagno della caffetteria, ma la paura di essere ormai in trappola era stata tanta e si riteneva fortunata perché ne era uscita fuori appena in tempo!

Ringraziò gli uomini in divisa ; la sua famiglia, cui era stata amorevolmente riconsegnata, fece altrettanto.

Da allora decise che per un po’ avrebbe lasciato perdere le chat e ad ogni modo avrebbe concesso la sua amicizia solo agli amici che già conosceva nella vita reale.



Vanessa 
II C

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