Il 21 febbraio a scuola è venuto
il vice questore a parlarci dei rischi di internet e anche a spiegarci come
tenere il computer protetto: attività utile a farci perdere delle ore di
scuola, ma per altro superflua e, pensavamo, fuori luogo in quanto la
“virtualità” è, ormai, pane quotidiano. Noi
trascorriamo tante ore del nostro tempo libero a navigare su internet, è
diventata una piacevole abitudine e, come spesso ci riconoscono gli adulti,
siamo anche molto bravi a farlo: conosciamo il linguaggio virtuale, sappiamo
dove e come cercare qualsiasi informazione, ci piace chattare con i compagni e
gli amici per condividere gioie e pene. Spesso, però, siamo degli sprovveduti,
perché possediamo la “tecnica” per accedere a qualsiasi sito, ma non ci
interessa né leggere contratti né informarci su possibili rischi. Per noi è un
gioco “innocente” e non pensiamo che qualcuno potrebbe seriamente farci del
male, attraverso il monitor. Il vice questore, invece, ci ha costretto a
riflettere proprio sui possibili rischi e, quindi, sulla necessità che un adulto
vigili sul minore che utilizza il computer.
Ha esordito raccontandoci ciò che
è capitato a una ragazza della nostra età di Fano: si è ritrovata in una stanza
di hotel con un quarantenne che aveva conosciuto chattando!?!?!.
Poi è passato ad informazioni
“tecniche” di grandissima utilità per la nostra sicurezza.
Le piazze virtuali cui si deve
fare maggiore attenzione sono: facebook e twitter, che sono dei social network,
cioè siti in cui si può chattare con persone non sempre in buona fede.
Attraverso delle immagini il
prefetto ci ha elencato i pericoli maggiori in cui si può incorrere:
- adescamenti in chat,
- droga on line,
- frodi on line,
- pedopornografia.
Per essere protetti da tutto ciò
ci sono delle “pillole di sicurezza”, ossia delle azioni che una persona deve
sempre assolutamente fare:
- installare e tenere aggiornato costantemente l’antivirus, attivare il firewall, tenere aggiornato il sistema del computer,
- installare un antispyware e aggiornarlo ( si evitano l’entrate di sofwere altrui);
- scegliere una password solida, composta almeno da caratteri alfanumerici e non lasciarla memorizzato nel computer;
- se si ricevono dei link da sconosciuti, stare attenti nell’aprirli;
- nelle pagine personali dei social network, limitare la visione dei propri dati personali solo alle persone con cui si vogliono condividere, utilizzando le opzioni sulla privacy;
- non usare la web-came con gli sconosciuti;
- chiedere ai propri genitori se si possono mettere immagini e/o video su yuotube o facebook, perché, il più delle volte, non è più possibile rimuoverli definitivamente;
- non pubblicare foto o video di minori senza il consenso dei genitori (si rischia una denuncia);
- fare attenzione ai siti cloni che cercano di far inserire dati personali di accesso per poi rubarli;
- conoscere la “netiquette”, cioè l’insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente internet nel rapportarsi con gli altri utenti attraverso risorse, quali: newgroup, mailing list, forum, blog o e-mail;
- scaricare video, musica e film solo da siti a pagamento (legale) e non da quelli gratuiti (illegale);
- usare la testa prima di cliccare.
L’incontro è durato circa un’ora
e mezza ed è stato interessantissimo, perché ci ha costretto a riflettere su
cose di cui sentiamo parlare, ma di cui spesso non ci curiamo; probabilmente
ora, quando accenderemo il PC, avremo maggiore consapevolezza delle nostre
azioni e agiremo con maggiore cautela: selezioneremo con più rigore ciò che si
deve fare da ciò che non deve essere assolutamente fatto e sceglieremo
solamente amici “veri” con cui chattare.
CERTE ESPERIENZE VANNO RIPETUTE!!!!!!!
La mitica II^A


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