martedì 5 aprile 2011

Doppio Click

“Fai doppio click sull’icona con il teschio“
Queste erano le parole di Gibson mentre ragionava su come fare per aprire il collegamento ad Internet.
Mentre pensava, davanti a lui apparve una cartella con il mittente anonimo.
Gibson era preoccupato perché la sua famiglia era in Inghilterra mentre lui si era spostato momentaneamente in Francia per motivi lavorativi ed economici.
L’uomo cercava disperatamente di aprire l’e-mail, mentre senza il click e l’ordine di nessuno apparve un messaggio di multimedia e contemporaneamente si riprodusse un video con una persona mascherata che con un sorriso malizioso diceva le seguenti parole:
“Tu non potrai fare niente per cambiare il destino della tua famiglia… Moriranno tutti! E se non la smetti di fare quello che stai facendo, ti seppelliremo assieme a tutti i tuoi parenti!“.
Gibson, preoccupatissimo, si ritirò dai suoi impegni lavorativi e iniziò frettolosamente a correre con la
sua macchina in aeroporto; chiamò la polizia che avvisò tutte le pattuglie della città di Londra .
Arrivato alla meta, davanti casa vide centinaia di pattuglie della polizia; aveva il cuore che batteva a mille, quando vide per terra tutti i suoi parenti, morti in modo violento; accanto ai corpi delle pistole.
Scoppiò a terra piangendo disperatamente e ad un certo punto divenne tutto più chiaro.
Gibson lavorava per un’azienda di armi per lo sport di tiro al piattello.
Come suo maggiore concorrente aveva un cinese.
Il protagonista del video, che uno sconosciuto gli aveva inviato, era mascherato dal naso in giù, ma gli occhi si vedevano perfettamente: l’inglese poteva benissimo dire che fossero a mandorla, come effettivamente sono quelli dei cinesi, oltretutto la cosa che lo fece maggiormente avvicinare alla soluzione era la voce molto spigolosa e quasi sicuramente straniera.
Le armi con cui i suoi parenti erano stati uccisi stavano a simboleggiare il lavoro del cinese e non ci voleva un genio per interpretare un indizio così elementare.
Gibson si inginocchiò, pregò e promise a tutta la famiglia che avrebbe fatto giustizia con la stessa arma che l’assassino aveva usato contro di loro.
Tornò a casa, accese il suo Pc: sullo schermo l’icona mortale imperava.
Oramai la decisione era stata presa e non sarebbe sicuramente tornato indietro.
Fu un attimo… tre… due… uno…
DOPPIO CLICK!!!!!
Filippo
2^ C 

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